lunedì 27 maggio 2019

Diario dello scrittore

Caro scrittore,
abbiamo una bellissima notizia da darti: da oggi è disponibile su Amazon un diario di esercizi di scrittura creativa dedicato proprio a te. 
Il Diario dello scrittore, edito da Il giglio editore, contiene più di cento esercizi che non potrai assolutamente perderti. 
Scrivere è un percorso espressivo che deve essere allenato quotidianamente e per questo, questo diario viene in tuo aiuto: per aiutarti a migliorare la fluidità, stimolare nuove idee e affinare la tua penna. 
Il diario non ha una validità annuale, puoi usarlo quando e come preferisci; anche gli esercizi non hanno una sequenza definita ma puoi svolgerli nel modo e nel tempo per te più appropriato. 
Molti scrittori seguono corsi di scrittura creativa per trovare nuovi stimoli e idee, e noi abbiamo creato questo diario perché tu possa avere questi stimoli e queste idee sempre a portata di mano. 
Non potrai più farne a meno. 

Buona scrittura. 
Lo trovi qui



mercoledì 1 maggio 2019

Tutto quello che avevi creduto importante, importante non era.
I traguardi, i successi, gli arrivi, il suono del campanello.
Tutto quello che avevi creduto sbagliato, sbagliato non era.
Le cadute, le scelte, i cambiamenti, i ripensamenti, i dubbi.
Tutto quello che credi di sapere: non lo sai.
Come si dovrebbe dire, fare, pensare, giudicare; come dovrebbe essere.
Tutto quello che credi di sentire: lo senti davvero.
Arrossire, sorridere, piangere.

Il tempo, la libertà.
La libertà di avere tempo.
Il tempo di essere liberi.

Diventa tu la lancetta; batti al ritmo dei sogni; e, quando scocchi una freccia, non distrarti: mira a te stesso.

martedì 20 novembre 2018

Brain training prima di andare a dormire...



Esercizio n 1
Sette per cinque per due meno venti più quindici, il tutto alla seconda e diviso per quattro virgola tre per la radice quadrata di dodici virgola cinque.

Esercizio n 2
Calcola l'angolo sotteso da un cerchio di diametro di ventisette centimetri, irregolarmente modificato da un soffio di vento che si muove alla velocità di cinque metri al secondo. Sapendo che il raggio di sole che lo raggiunge è poco percettibile e che la forza dello sforzo fatto nell'interpretarlo e calcolarlo è maggiore di quella che ci tiene con i piedi saldi per terra.

Esercizio n 3
Un uomo compra tante mele ma meno di quelle che avrebbe voluto, e soprattutto molto meno di quelle che sarebbero necessarie perché il mondo intero ne potesse avere una per merenda oggi pomeriggio. Sapendo che l'imballaggio di plastica che avvolge ogni mela riempirà lo stomaco di cinque balene e diventerà braccialetto permanente per sette tartarughe, calcola il numero di bambini che pianteranno un albero nei prossimi dieci anni e di telefonini venduti al secondo.

Esercizio n 4
Prendi un foglio a righe. Pensa al compagno di classe che stimi di meno, che non ti piace, che proprio non riesci a comprendere e integrare nei tuoi pensieri. Ora scrivi in colonna, numerandole da uno a dieci, le cose di lui che ti piacciono meno di tutte.
Fai con calma, prenditi qualche minuto e pensa bene a quello che scegli.
Sii sincero!

Ora che hai tutte le risposte, rileggi le soluzioni che hai scritto per ogni esercizio e vedi cosa hai capito di te stesso...



domenica 4 novembre 2018

vero o no?

Hai cose più vere, e cose meno vere nel mondo: per esempio i passi di mia figlia che si sveglia nel cuore della notte e viene a cercarci per dormire in compagnia: quelli sono veri, sono reali, suoni tangibili. Anche il cambio dei colori dopo aver bevuto un caffè, il risveglio dei sensi che questa sostanza provoca è reale, evidente, o almeno credo. 
La distinzione tra salato e piccante, anche questa è una cosa certa, senza ombra di dubbio o con pochi dubbi: giusto qualcuno. Il caldo e il freddo invece non sono reali, certo sono calcolabili, ma rappresentati da numeri che non danno sempre lo stesso risultato: per vederlo basta osservare i modi in cui ci si veste,  in primavera, in una località balneare. 
Il finale di un libro invece non è mai reale, infatti pochi lo leggono con la stessa immagine nella mente: per alcuni i protagonisti sono biondi, per altri bruni, per altri alti, per altri vecchi e la storia si conclude sempre con un fotogramma differente. Anche l’arte non è reale. In generale chi può dire davvero, per esempio, cosa voglia raccontarvi tra le parole che sto scrivendo? 
Probabilmente nessuno, nemmeno io stessa. 
E io? Io sicuramente sono irreale, anche se non sempre ma solo a volte: quando cucino per esempio sono molto reale, anche se non capita spesso; quando parlo al telefono invece sono completamente irreale: racconto una percezione di fatti interpretati ogni istante in modo diverso. Quando dormo sono reale, ma quando sogno lo sono molto meno. Quando disegno linee rette su un foglio sono reale, ma quando le trasformo in curve, in parole, in racconti…non lo sono più. 

giovedì 18 ottobre 2018

Origami e rosso (origoso o rosami)



C’erano tanti colori davanti a lui: fogli di consistenza e dimensioni diverse. 
Avvicinò la sedia alla scrivania, indossò gli occhiali, perché la vista a volte si allontanava dagli occhi, prese le forbici vecchie, quelle di metallo che usava sua madre, e iniziò a ritagliare quadrati perfetti: tutti uguali, e di tutti i colori. 
Li pose ordinatamente uno sull’altro partendo dai colori più scuri per arrivare a quelli più chiari. Decise poi di iniziare con un quadrato rosso chiaro: il colore del tramonto. 
Iniziò a piegare gli angoli, a disegnare diagonali di carta e figure geometriche precise: un origami che terminò, nel giro di poche pieghe, nel profumo di un giglio. 
Una volta finito lo pose davanti a sé disteso sulla sua scrivania e, prima di iniziare un nuovo colore, chiuse gli occhi.

domenica 14 ottobre 2018

Catenina e rubinetto (catenetto o rubinina)

Una goccia cade sonora, rimbalzando tra il bianco della porcellana e il metallo della piletta. 
Un “TIC” deciso rimbomba in tutto l’ambiente. 
“Il rubinetto perde ancora, non riesco a dormire!” Grida una donna da una stanza adiacente al bagno.
“Ho provato ad aggiustarlo ma non ci riesco! Bisogna chiamare l’idraulico. Domattina lo faccio.” Grida la voce di un’altra donna proveniente da un’ulteriore stanza.
“Comunque se metti il tappo, il suono si attenua.” Aggiunge.
“Ok!” Risponde la prima donna.
TIC
Aspetta un momento: alzarsi dal letto di notte le pesa enormemente. 
TIC
Cerca di non ascoltarlo: distrae i pensieri. 
TIC
Chiude gli occhi e si concentra sul sonno
TIC
Aspetta ancora un momento.
TIC
Cerca di resistere.
TIC
Scopre le gambe e scende dal letto.
TIC
Arriva in bagno nel buio: non accende la luce!
TIC
Muove il rubinetto sperando in un miracolo.
TIC
Nel buio trova, tastando con le mani, la catenina e la segue con le dita per raggiungere il tappo. Lo schiaccia con forza per coprire lo scarico e toglie la mano.
TOC
Un suono soffice, viene prodotto dall’incontro dell’acqua con la plastica nera che ne frena la caduta  libera verso la ceramica bianca.
TOC
La donna torna a letto.
TOC
Soave, ma presente.
TOC
Chiude gli occhi.
TOC
Tira su le coperte.
TOC
Scopre i piedi.
TOC
Lascia andare i pensieri in quel suono ovattato.
TOC
Dorme.

martedì 11 settembre 2018

Immagine (piano e salotto = pianotto)

Una stanza buia con le luci spente. 
Qualcuno entra, lasciando piccoli raggi invadere un pianoforte disteso nel salotto, solo e silenzioso. Lentamente le finestre vengono spalancate e la luce diventa così intensa da essere giorno in ogni angolo. Molte ombre ma non c’è più oscurità.
Qualcuno si siede allo sgabello e inizia a toccare quei tasti, risvegliandoli dal loro riposo. 
Il suono pervade la luce, la luce pervade il luogo. 
Una voce inizia a seguire la melodia creata tra pensieri seri e parole di speranza, sogno, irrealtà. 
Qualcuno immagina, e immagina un futuro che non sa costruire se non col suono delle sue stesse parole e di quel pianoforte che, in una stanza illuminata, sta disegnando il tempo. 


Dedicato a questo video così semplice, ma che mi piace tanto.
https://www.youtube.com/watch?v=YkgkThdzX-8

martedì 21 agosto 2018

Fine delle vacanze



Tocco terra con un piede dopo un lungo viaggio e non so più se la terra sia sotto le scarpe o dentro di me. Il corpo oscilla, come se fosse ancora sospinto dal movimento: un mal di terra che colpisce più i pensieri che lo stomaco. 
Sono a casa e non lo ero prima? O ero a casa e questa non lo è?
Una staticità che mi rassicura ma che mi spaventa. 
Muovo i piedi, distesa nel letto, chiudo gli occhi e...
sì sono ancora in viaggio.

domenica 15 luglio 2018

La signora Matilde

La signora Matilde arrivò su quel lago per caso. Passeggiava tranquilla lungo il sentiero che partiva dall’hotel in cui si era rifugiata per una vacanza di pace: lontana dal suono, dal vento del suo paese e soprattutto dai pensieri (anche se questi non l’abbandonavano in tutti i casi). 
Il sentiero, le avevano detto all’hotel, era lungo circa due kilometri, e di certo non ne aveva percorso nemmeno uno quando l’acqua attirò la sua attenzione. 
Faceva caldo, il suo cappellino la riparava dal sole, ma non il sufficiente da renderla impermeabile alla temperatura. Osservò il paesaggio intorno dall’angolo destro a quello sinistro: nessun essere umano. Molti uccelli però sorvolavano il cielo, e farfalle e libellule abbellivano la riva su cui la signora Matilde si trovava. 
Quasi senza pensare fece per andar via e riprendere il cammino lasciato, ma appena diede le spalle all’acqua, il lago la chiamò. Per qualche momento pensò di non dover ascoltarlo: non aveva un costume da bagno, non nuotava da anni e non sapeva quanto l’acqua fosse profonda…Insomma troppe incognite, troppi imprevisti per una persona organizzata come lei! Ma poi non resistette e si voltò a guardalo. 
L’acqua era così tranquilla. Cercando di non pensare si slacciò le scarpe: “almeno per provare la temperatura”, si disse. 
Era inaspettatamente calda, più calda dei suoi pensieri, e fu per questo che decise di accogliere quel silenzio, di immergersi in quel silenzio. 
Sola arrivò fino a che l’acqua le toccò il collo, poi, lentamente, abbandonò la riva e si fece coccolare dal rumore della natura che le oscurò i pensieri, le perfezioni e imperfezioni, il controllo del mondo, del tempo. 
Chiuse gli occhi, respirò profondamente e quando li riaprì la vide sorriderle: la felicità l’aveva finalmente raggiunta. 

venerdì 22 giugno 2018

La luce rossa

Le nuvole coprivano l’azzurro del cielo: lo sbiadivano. La luce all’interno dell’abitazione di fronte era  molto intensa: forse per quell’assenza di blu. 
Una lampadina rossa, calda, color del tramonto, irradiava le finestre vicine…e anche la mia! 
Io ero seduto lì, in attesa che calasse il vento, in attesa del tempo che sfiorisse e di quell’ultimo saluto. Osservavo quella luce rossa e sognavo cammini assonnati, mentre i tuoi respiri regolari e soffici, diventavano sottili…
Gli occhi non vedevano altro che quella lampadina rossa così diversa…diversa nel suo creare una realtà finta o per lo meno inaspettata. 
Tu respiravi piano, con calma: prendevi tempo. 
Io non riuscivo a guardarti, ti ascoltavo, ma non ti vedevo. 
Poi la luce rossa si spense, forse per stanchezza, forse per noia, per insicurezza…
Non so perché si spense, ma io restai fermo a fissarla senza voltarmi, senza guardarti, e senza mostrare al tuo corpo, ormai altrove, le lacrime.