domenica 10 dicembre 2017

Retrocedere (solitudine e retrocedere)



I primi due anni furono perfetti, o almeno buoni… normali insomma.
Quando iniziò a camminare però tutto si confuse velocemente e crollò su di lui in un modo imprevedibile. 
Nessuno capì! 
Certo mentre gattonava qualche dubbio era arrivato, ma la sicurezza giunse quando posò il primo passo e… iniziò a retrocedere. Ogni impronta lasciata era in direzione opposta: andava all’indietro! Niente di male se questo fosse durato per un tempo, ma durò tutta la vita.
Camminò all’indietro per tutta la vita! 
I genitori cercarono riparo: consultarono i medici più esperti ma nessuno ebbe una soluzione per quel problema così semplice! 
Lui d’altro canto provava con tutta la forza ad andare nella direzione in cui andavano tutti…ma bastava un momento di distrazione per ritrovarsi lontano da dove voleva arrivare e da dove gli altri lo stavano aspettando. 
La solitudine lo accompagnò per anni. 
Amici di scuola più affettuosi cercarono di aspettarlo più a lungo, di accompagnarlo, e per qualche momento funzionò…ma poi si sa, il mondo corre e corre in avanti!
Lui quindi rimase indietro, ma di un indietro in movimento opposto, un indietro che si potrebbe considerare indietrissimo, così indietro che a volte rincontrò quelli che erano avanti ma nell’altro senso. 
Finché un giorno si arrese! 
Si sedette su una panchina e lì trovo la sua risposta: un cagnolino iniziò ad annusare i suoi piedi, poi gli salì in grembo e quando lui si alzò per riprendere il cammino all’inverso, il cagnolino andando avanti semplicemente lo seguì.

Parole suggerite da Giancarlo Rizzo
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