domenica 25 febbraio 2018

Favola sull'accento (accento e timido)


Saltellando da una vocale all’altra con salti obliqui, proprio come un ballerino di danza moderna, portava con sé il suono, la forza intensa della voce. Nonostante l’amore per i movimenti, era molto timido e cercava spesso di nascondersi agli occhi degli altri e di farsi dimenticare. Non sapeva infatti che, così facendo, poteva creare disastri enormi, trasformando ad esempio l’essere in compagnia; o il passato in presente e viceversa.
Un giorno però accadde una cosa inaspettata: in una breve frase qualcuno disse di avere dei sani principi, ma siccome lui era distratto dai suoi passi di danza, si distese obliquo sulla prima “i” e non sulla seconda, aprendo le speranze delle giovani principesse presenti, in cerca di un lieto fine tipico delle favole…
Un disastro!
Nessuno capì più nulla e le parole si confusero tra loro così tanto da dover interrompere la storia.
Non ci furono conseguenze gravissime, anche perché era ormai giunto il tempo di modificare la morale e le attese di quelle giovani fanciulle, ma nonostante questo, da quel giorno, il piccolo accento smise di ballare e si concentrò sui suoni. Capì per la prima volta, dopo questo errore e la confusione nata, l’importanza della sua presenza e decise di affrontare la sua timidezza e di porsi di qua e di là nei momenti più opportuni, in modo da poter aiutare le persone a comuncare tra loro.
Da quel giorno, e grazie ai prìncipi, e piccoli salti di danza, l'accento iniziò a porsi sulle vocali corrette e a mostrarsi agli occhi di tutti senza più nascondersi...Fu proprio da quel giorno che nessuno lo dimenticò mai più.


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