sabato 31 marzo 2018

Vento (alba e vento)


Racchiusa sotto le coperte, avvolta da quella calda sensazione di conforto e sicurezza, accendo la mia torcia in attesa dell’alba.
È il vento che stanotte bussa forte alla mia finestra, e anche se le sue urla acute sembrano parlarmi, non  mi lascia comprendere cosa dicano. È lui che non mi fa chiudere gli occhi, seppur questi siano ormai stanchi e pesanti.

Osservo quindi, alla luce arancione intenso, il contorno delle mie dita; scopro, negli anfratti del lenzuolo, sagome, animali: immagini reali in un mondo irreale. 
Creo storie, collegamenti e connessioni tra le grida del vento fuori, e i pensieri e i sogni dentro. Cerco di distrarre la mente da quello che è, e di portarla a quello che vorrei che fosse. 
Gnomi, fate, grilli e formichine passano tutti davanti a un mio sguardo attento, che però, lentamente, si abbandona alla tranquillità. Tranquillità che era sempre stata dentro di me, anche se il vento aveva provato a sospingerla lontano.

Racconto ispirato alle due parole suggerite da @antiniska

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