domenica 8 aprile 2018

Gusci (uguali, diversi)



Si stavano rompendo come gusci d’uovo sottoposti a pressione costante. 
Una rottura lenta, delicata, soffice, che non si sarebbe percepita fin quando l’ultimo frammento non fosse caduto.
Vagavano così: in corpi intatti, con interni distrutti.
Molti, sempre di più!
In un mondo senza accoglienza in cui cercavano di mimetizzarsi alla massa, agli altri, cercavano di essere uguali…non sapendo che anche gli altri erano nella loro stessa situazione: fragili!
Piccoli zombi di carta pesta che facevano paura più a loro stessi che al mondo: un mondo che correva e roteava su se stesso senza interessarsi di quelle piccole crepe invadenti, che non avrebbero dato vita a pulcini, ma che avrebbero rinchiuso cuori nei loro stessi battiti.
Erano dovunque, intorno a noi, vicini a noi…forse anche dentro di noi?!

Un forte vento colpì i loro volti, i loro corpi. 
Le emozioni arrivarono a ondate: sicure, decise. 
I gusci si sgretolarono, finché…

L’amore li raccolse. Armato di pazienza, gentilezza, delicatezza, rispetto…e insieme, pezzo dopo pezzo, come fossero vasi cinesi, uno a uno li ricostruirono, ormai diversi.

Racconto nato dalle due parole suggerite da @giornalista 

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