mercoledì 30 maggio 2018

Scrittura sgrammaticata di 3 minuti in una notte di primavera

Prendo il foglio e la penna, ah no, premo tasti a caso o quasi di una tastiera…l’effetoo non è lo stesso di quello di scrivere con l’inchistro…certo le mani mi fanno male lo stesso perché cercano disperate di restare indeitro ai miei pensieri, ma la penna…ha un sapore diverso, jun odore diverso e poi tutti questi puntini…con la penna non li metto ma col computer… Sarà un problema di foglio, non mi piace il foglio bianco con poca punteggiatura, problema di punti di vista immagino. E poi le correzioni a mano faccio meno errori e non li correggo, mentre al computer correggo in continuazione, quasi una sorta di necssita di perfezione…la presenza del t9 dell’autocorrettore sembra non lasciare spazio a pensei confusi e scritte sgrammaticate. Eppure guardo i tasti, li sfioro delicatamente per provarne il battito…e fa poca differenza, sento i miei pensieri imprimersi da qualche parte, che sia un foglio o uno schermo la mia anima si libera, urla, si esprime e io torno a letto, o meglio sono gia nel letto, libera da pensieri notturni e con gli occhi pieni di sogni…

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