venerdì 22 giugno 2018

La luce rossa

Le nuvole coprivano l’azzurro del cielo: lo sbiadivano. La luce all’interno dell’abitazione di fronte era  molto intensa: forse per quell’assenza di blu. 
Una lampadina rossa, calda, color del tramonto, irradiava le finestre vicine…e anche la mia! 
Io ero seduto lì, in attesa che calasse il vento, in attesa del tempo che sfiorisse e di quell’ultimo saluto. Osservavo quella luce rossa e sognavo cammini assonnati, mentre i tuoi respiri regolari e soffici, diventavano sottili…
Gli occhi non vedevano altro che quella lampadina rossa così diversa…diversa nel suo creare una realtà finta o per lo meno inaspettata. 
Tu respiravi piano, con calma: prendevi tempo. 
Io non riuscivo a guardarti, ti ascoltavo, ma non ti vedevo. 
Poi la luce rossa si spense, forse per stanchezza, forse per noia, per insicurezza…
Non so perché si spense, ma io restai fermo a fissarla senza voltarmi, senza guardarti, e senza mostrare al tuo corpo, ormai altrove, le lacrime.  

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