mercoledì 1 maggio 2019

Tutto quello che avevi creduto importante, importante non era.
I traguardi, i successi, gli arrivi, il suono del campanello.
Tutto quello che avevi creduto sbagliato, sbagliato non era.
Le cadute, le scelte, i cambiamenti, i ripensamenti, i dubbi.
Tutto quello che credi di sapere: non lo sai.
Come si dovrebbe dire, fare, pensare, giudicare; come dovrebbe essere.
Tutto quello che credi di sentire: lo senti davvero.
Arrossire, sorridere, piangere.

Il tempo, la libertà.
La libertà di avere tempo.
Il tempo di essere liberi.

Diventa tu la lancetta; batti al ritmo dei sogni; e, quando scocchi una freccia, non distrarti: mira a te stesso.

3 commenti :

  1. Leggendo ho la sensazione di vedere un giglio che è caduta e si è rialzata.
    Stai guardando negli occhi la Vita, ancora una volta. Lo fai sempre. Ti distrai inseguendo i tuoi progetti, occupandoti di te e delle persone che ami. Ma poi torni a guardarla negli occhi. Sempre. E sai scriverla con tale facilità da lasciarmi ogni volta senza parole.
    Un gioiello prezioso.
    Ultimamente mi sto chiedendo se non sia una diversa sensibilità a renderlo possibile e la sua assenza a renderlo impossibile per la maggior parte delle persone, che pure so non essere sbagliate né colpevoli.
    Ogni strada porta a un bivio che sembra suggerire una separazione, una distinzione. Ma tutta la storia umana è fatta di separazioni e distinzioni, proprio come il "Tutto quello che avevi creduto importante, importante non era" e il "Tutto quello che avevi creduto sbagliato, sbagliato non era". Giusto, sbagliato, importante o meno, sono solo distinzioni relative a un momento e a uno o più chi. Anche il credere conta relativamente mentre conta di più al cosa e al perché si crede.
    Se l'unica verità oggettiva è il non smettere mai di cercarla e di mostrare e condividere il cercarla, allora la sola realtà tangibile è ciò che si sente, ciò che si prova, a patto di riuscire a liberarsi dagli schemi imposti, insinuati e che ci creiamo da soli semplicemente vivendo e giudicando l'importante e il non importante, lo sbagliato e il giusto.

    Trovarti in quel che scrivi è sempre bello e incoraggiante, giglio. Grazie e ciao.

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  2. mi rileggo anche io dimenticando quello che avevo scritto :) Liberarsi dagli schemi a volte pesa...anche troppo. Cado in continuazione e mi rialzo in continuazione e dubito che questo smetterà di succedere :) Cerco solo di diventare lancetta...di un tempo che non controllo, non conosco ma che mi appartiene.
    <3

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  3. Il tempo. Alcuni hanno distinto il tempo dalla durata così come hanno distinto lo spazio dalla spazialità. Detto in parole povere, hanno distinto lo scorrere dall'intervallo che passa per compiere qualcosa. Esseri umani... analisi, analisi, analisi e ancora analisi. Alla fine si ritrovano a sapere tante cose perfettamente ma inesistenti nella realtà, perché nella realtà, in un istante, accadono infinite cose insieme che si influenzano e cambiano e perciò non sono mai esattamente perfette come quando le si isola per analizzarle. In realtà si può dire che sono due cose diverse. La vastità della causalità è casualità! Il segreto del tempo è che è ciò di cui sei fatta anche tu. Una lancetta non è altro che una cosa immobile che si sposta ad intervalli regolari da una posizione statica all'altra, infinite volte, sempre le stesse posizioni. La storia umana sbagliata! Isabella non resta mai ferma e non si sposta da e a posizioni prestabilite ad intervalli regolari. Isabella è il suo tempo e non la lancetta che lo misura. In ogni istante tu, come tutti, sei al posto giusto nel momento giusto, che tu te ne renda conto oppure no. Perché? Perché ci sei tu. Tu e soltanto tu. Spazio e tempo. Sii più che puoi Isabella, in più istanti che puoi. Cadrai e ti rialzerai, volerai e ti sdraierai per terra. Ma sentirai l'eternità dentro di te. Libertà, anche quando cadi, anche quando niente va nella direzione voluta. Qualunque cosa accada.
    Ciao giglio.

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