lunedì 13 giugno 2016

Lo specchio (riflesso e sasso)


Passai davanti allo specchio guardando il mio riflesso con un’occhiata veloce, ma tornai indietro per osservarmi un attimo ancora, e poi un altro. Decisi di sedermi e di guardarmi più a lungo perché qualcosa in quella figura, quel giorno, non mi convinceva. 
Dopo cinque minuti capii il motivo del mio tentennamento: non mi riconoscevo, anzi non mi conoscevo. Spendevo poco tempo a osservare chi ero, ma molto a pensarlo. Così decisi di fare un gioco e dedicare due minuti al giorno all’osservazione di me dal di fuori: senza trucco, vestiti e giudizio, la cosa più difficile. 
Decisi inoltre alla fine di quei minuti di posare un piccolo sasso a destra dello specchio ogni volta che la mia mente si sentiva lontana dall’immagine, e porre invece un sassolino a sinistra quando mente e corpo si sentivano vicini. 
Feci quel gioco per un mese. 
L’ultimo giorno guardai i sassolini sul pavimento. 
Molti, troppi, erano a destra. 
Compresi che ero ancora lontana da me stessa. 
Fui triste. 
Decisi di continuare il gioco, ascoltandomi giorno per giorno e osservandomi. 
Dopo tre mesi i due mucchietti si stavano equiparando.

Dopo sei a sinistra i sassolini iniziavano a essere in maggioranza: mi stavo ritrovando!

Parole gentilmente suggerite da Roberta Fildani
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