lunedì 13 febbraio 2017

Stanchezza (solitudine e amore)



Aprii gli occhi e guardai il soffitto: bianco, lontano…Mi rigirai nel letto ed osservai la parete: bianca, vicina. Sentii per qualche istante la voce della solitudine…era così ammaliante! Facevo fatica a non ascoltarla.
Mi misi a sedere sul letto: avrei dovuto alzarmi, era il momento! Dovevo solo trovare la forza per farlo, ma mi lasciai ricadere.

Un altro giorno: potevo aspettare un altro giorno, no?
L’amore non sarebbe arrivato proprio oggi?
E la vita non sarebbe cominciata proprio adesso? Guardai il soffitto, chiusi gli occhi e mi riaddormentai.
L’indomani mi risvegliai, aprii gli occhi e contemplai di nuovo il bianco vicino e lontano. Mi sedetti sul letto, feci per rialzarmi, ma ricaddi all’indietro: non avevo forza, ero stanca, forse il freddo…
Poi qualcuno bussò alla porta: era il vicino, un uomo anziano che viveva da solo…"Magari ha bisogno di qualcosa?" Mi obbligai ad alzarmi e mi trascinai preoccupata alla porta…: “Non era successo nulla,” disse, “voleva solo offrirmi un caffè”.
Così ancora in pigiama entrai a casa sua e bevvi quel disgustoso caffè. Iniziò a invitarmi tutti i giorni: io dapprima usai la vestaglia, poi misi le scarpe, finché un giorno mi offri spontaneamente di andare a comprare qualcosa in pasticceria…



Parole suggerite da Andrea Ansaloni
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