mercoledì 29 novembre 2017

In mezzo all'oceano (blu e nulla)


Sola nel mezzo dell’oceano. 
Come ci fosse arrivata? Quando? Perché? 
Non lo sapeva!

Sola nel mezzo dell’oceano freddo e scuro: scurissimo! 
Chi l'aveva abbandonata? Chi l'aveva dimenticata? Chi? 
Non lo ricordava! Vedeva solo una distesa immensa, blu, intorno: ovunque! 
Il cielo si confondeva con il mare, e il mare si confondeva con il cielo. 

Era viva? Respirava? Poteva nuotare? 
Le sembrava di sì! Le sembrava che avesse ancora delle forze, le sembrava di essere ancora qui su questa terra. 

Dove fosse la riva? Una barca? Il delfino che aiuta tutti? 
Non ne aveva idea, non vedeva nulla; però nonostante la paura, il freddo e il buio, ancora poteva ridere, ancora poteva guardarsi intorno, ancora poteva esserci. 
Poteva immaginarsi dall’alto mentre galleggiava, mentre nuotava e si muoveva nel mezzo dell’oceano più profondo; si osservava e l’affanno invece di aumentare..diminuiva; la paura invece di crescre…si riduceva. 
Sola nel mezzo dell’oceano a distanza di miglia dalla terra ferma lei era ancora qui, in questo mondo. Non sapeva per quanto sarebbe rimasta a galla, ma sapeva che non fosse ancora giunto il momento di lasciarsi andare… 

Poi il vento iniziò a crescere…

Parole dedicate a Marta Morace
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lunedì 27 novembre 2017

La libellula (occhi e camera)


Titolo: la libellula

Era sul punto di addormentarsi, di chiudere gli occhi e lasciarsi cullare dall'oscurità, quando la piccola luce rossa del telecomando dell’aria condizionata iniziò a muoversi. Si mosse dapprima lentamente, tanto che la costrinse a stropicciarsi gli occhi per assicurarsi che non fosse stata solo la sua immaginazione, ma poi, quasi avesse preso sicurezza, la luce iniziò a danzare libera. Volteggiò prima sulla parete alla sua destra, e dopo, forse credendo che lei si fosse addormentata, per tutta la stanza: arrivò fin sopra al soffitto facendo incredibili giravolte e scatti felini.
Lei si nascose sotto alle coperte per non farsi scoprire sveglia, osservando quell’immagine tra sogno e realtà...
Fu in quel momento che comprese chiaramente che non fosse solo una luce, bensì una libellula che volava ed esplorava curiosamente il mondo racchiuso nella sua stanza.
Come le sembrò grande d’improvviso quella camera da letto, e come le apparve luminosa…
Sorpresa dall'aver dimenticato il mondo rinchiuso nel suo mondo, seguì ancora a lungo il volo di quel grazioso insetto, viaggiando in quello spazio conosciuto da tempo, e ricordando.
Fu così che lentamente si addormentò.

Parole suggerite Carlo Sinero
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venerdì 24 novembre 2017

Black Friday (passero e poesia)


Titolo: Black Friday 

Il luccichio delle luci non cambia l'odore del pino: lo coccola, lo avvolge, lo accoglie, ma non lo cambia. La poesia degli aghi resta ferma tra i pensieri, li sorregge, cosí come sorregge il vento che gli passa attraverso... 
Il nido del passero in una casetta di legno non modifica l’emozione della schiusa, né il suono del pigolio dei piccoli…

Il tulle rosa di una ballerina, la vernice cromata di un’auto, il luccichio di una moneta, la copertina di un libro, la copertina di un mondo… 

Esterno vestito da occhi interni che hanno dimenticato dove si trovavano. Esterno che trasporta pensieri lontani per allontanare quelli vicini. 


Per lei quel giorno non fu così: tra le corse all’oro e le luci intermittenti, lei fu fortunata e trovò un vero tesoro! Si trattava di un sassolino bianco, liscio, piccolo, in grado di lasciare delle tracce sul pavimento. Si accorse subito di quanto fosse speciale perché, calpestandolo con il piede, questo lasciò un piccolo segno del loro incidente: non indelebile, ma definito! 
Lo conservò gelosamente per tutto il giorno nella tasca del suo pantalone verde, e aspettò, paziente, il suono della campanella. Quando incontrò sua madre fuori scuola, piena di orgoglio, glielo mostrò. Insieme concordarono rapidamente di doverlo custodire nella "cassa dei tesori" che giaceva sotto al suo letto. 
Fu un giorno molto emozionante!

Parole suggerite Angelo Guarnieri
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martedì 21 novembre 2017

Per una volta una storia per ridere un pò (gatto e viaggio)



Titolo: per una volta una storia per ridere un pò.

Nessuno ci credeva! 
Nessuno credeva che ne sarebbe stato capace! 
Nessuno pensava che un gatto abituato a vivere nel tepore di una coperta, fosse in grado di mettersi in viaggio da solo… e partire.
Partire non per raggiungere qualcuno, o per scappare da qualcosa come succedeva sempre nei film, no! In viaggio perché il mondo è grande e bisogna esplorarlo lentamente, da soli e con coraggio. 
Così, senza porsi troppe domande, uscì sul balcone e poi, percorrendo equilibri difficili, arrivò in strada. Zigzagò tra strade e stradine. Ascoltò il rombo dei motori e i passi decisi di passanti distratti, ma anche il flebile canto degli uccelli.
Camminò senza paura verso nessuna meta e quando giunse a circa tre isolati da quello di casa sua, tornò indietro. 

Era ora di cena!

Parole suggerite Stefania Uccheddu
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lunedì 13 novembre 2017

Amiche d'infanzia (gioia e amicizia)


Titolo: amiche d'infanzia

“Oggi la maestra mi ha fatto sedere vicino a Sofia…”
Disse alla madre con gioia uscendo dall’asilo.

“È che Sofia vuole giocare sempre ai giochi che sceglie lei: non mi lascia mai decidere! Per questo abbiamo litigato!”
Riportò alla madre fuori scuola, un giorno in seconda elementare.

“Sai mamma, a Sofia piace Marco e oggi finalmente sono riusciti a parlare durante l’intervallo! Era così emozionata!”
Confidenza fatta in seconda media.

“Mamma oggi posso andare a studiare a casa di Sofia? Posso restare a dormire da lei? Abbiamo molti compiti e da casa sua si arriva prima a scuola!”
Chiese, aggiungendo queste motivazioni pur di avere il permesso, un giorno a al primo anno di liceo.

“Non ci parliamo più! Tutto qui! Lei sta sempre con quel Carlo e insomma non ci parliamo più e basta!”
Disse con poca voglia e molta tristezza negli occhi. A quel tempo erano entrambe all’ultimo anno del liceo.

“Ci siamo rincontrate per caso, te lo immagini? E…ci eravamo mancate! L’amicizia infondo perdona sempre, no? Perciò abbiamo deciso di vederci domani e di andare al cinema: proprio come ai vecchi tempi!”
Raccontò al telefono alla madre mentre entrava nella biblioteca dell’università.

“Mamma, è uno dei giorni più importanti della mia vita…a chi altro dovrei chiedere di farmi da testimone?”
Disse mentre sfogliava la rivista di abiti da sposa.


E andarono avanti così fino alla fine del tempo...

Parole suggerite Bruna Pagnutti. 
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sabato 11 novembre 2017

Io (definita e finita)


Titolo: io

Presi in mano una matita e un foglio bianco. 
Mi sedetti alla scrivania. 
Alzai gli occhi e mi osservai allo specchio. 
Guardai il foglio, e iniziai a tracciare linee: disegnai un’immagine definita di un vestito da donna.   Stabilii i colori e i dettagli più insignificanti... le cuciture, i bottoni, le tasche, il respiro. 
Delineai i capelli: lunghi, come se questo avrebbero dovuto essere una spiegazione, una chiarificazione... 
Mi osservai nuovamente nel riflesso. 
Gambe, braccia e un volto apparvero sul foglio e insieme a loro accessori: bracciali, collane, un foulard, una spilla, un fiocco tra i capelli, un pensiero! 
Cercai di rendermi il più possibile finita, chiara, semplice: leggibile anche a occhi altrui. 
Occhi a cui ero stanca di dover spiegare chi fossi. 
Occhi che mi osservavano ogni volta sorpresi, senza comprendere. 
Occhi che notavano solo ciò che era diverso da loro, e mai quello che era in comune.

Mi osservai un'ultima volta allo specchio e presi un'ultima decisione: decisi che non avrei riportato nel disegno la mia vera espressione, quella di qualcuno o di qualcuna che ha perso la speranza.
(in fondo…che differenza avrebbe fatto?)
Tracciai sul volto lievi rughe di gioia e di speranza: speranza che un giorno il mondo avrebbe iniziato a vedermi per come ero o... a non vedermi affatto!

Parole suggerite Claudia Capocotta
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domenica 5 novembre 2017

Legami (poesia e ricordo)


Titolo: legami

Quando andasti via si spense tutto. 
Si spensero i sorrisi, i pianti… tutto! 
Restò il silenzio… ma rimase lì anche lui fermo nel buio. 
Non so se mi aspettassi o meno quella partenza violenta, quell’addio straziante, quei minuti infiniti…Non so se mi aspettassi quel cambiamento di orari, di tempistiche. 
Tutto si confuse in uno strano ricordo. 
Io e te vicine, io e te lontane, altre persone, rumori, amici, parenti, suoni, pranzi, cene,  saluti, addii… 
Molti addii! Dopo che andasti via sembrò esistessero solo loro; sembrò che si fosse rotta la poesia e che ogni saluto andasse in una sola direzione. 

Quando andasti via mi ritrovai sola, con un mondo attorno immobile. 
Andai avanti a cercarti per anni tra le foto, le parole, persino tra i raggi di sole e le gocce di rugiada. Continuamente ebbi la sensazione di averti perso e continuamente mi chiesi come avrei vissuto senza di te. 
Disperatamente ti cercai, e fu per questo che mi stupii quando, sorridente, ti ritrovai mentre mi osservavo allo specchio.

Parole suggerite Valeria Smedile
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venerdì 3 novembre 2017

Lasciandosi alle spalle il passato (desiderio e realtà)


Titolo: lasciandosi alle spalle il passato


Gli occhi erano concentrati: cercavano di comprendere i respiri, i movimenti dell'anima.
Lei le stava dicendo che tra loro tutto era finito: che gli anni che si erano dedicate, i sorrisi e le ore, di lì a poco sarebbero stati cancellati... persi! 

Lei, dal canto suo, mostrò un sorriso teso, cercando di nascondere quel senso di sconfitta e tentando di capire se ci fossero ancora delle speranze. La guardò fisso negli occhi non volendo, con tutta se stessa, mostrare paura. Eppure le parole risuonavano chiare: nessun tentennamento, nessun dubbio, nessun attimo distratto, la lasciava! E senza darle il tempo di perdersi tra desiderio e realtà.

Quando se ne andò, dopo questo importante annuncio, con la sua andatura decisa, mostrando la sua sicurezza, come se la scelta presa fosse quella più ovvia, lei rimase lì a lungo a guardare quel bicchiere ormai vuoto, seduta in quel bar del centro. 

Ci pensò un momento prima di iniziare a dar sfogo alle lacrime, poi prese il telefono, compose il codice segreto... ma poi ci ripensò: bloccò i tasti e ripose il telefono in borsa. 

Asciugò le lacrime, si alzò e se ne andò!

Parole suggerite Fortuna Marigliano
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