sabato 11 novembre 2017

Io (definita e finita)


Titolo: io

Presi in mano una matita e un foglio bianco. 
Mi sedetti alla scrivania. 
Alzai gli occhi e mi osservai allo specchio. 
Guardai il foglio, e iniziai a tracciare linee: disegnai un’immagine definita di un vestito da donna.   Stabilii i colori e i dettagli più insignificanti... le cuciture, i bottoni, le tasche, il respiro. 
Delineai i capelli: lunghi, come se questo avrebbero dovuto essere una spiegazione, una chiarificazione... 
Mi osservai nuovamente nel riflesso. 
Gambe, braccia e un volto apparvero sul foglio e insieme a loro accessori: bracciali, collane, un foulard, una spilla, un fiocco tra i capelli, un pensiero! 
Cercai di rendermi il più possibile finita, chiara, semplice: leggibile anche a occhi altrui. 
Occhi a cui ero stanca di dover spiegare chi fossi. 
Occhi che mi osservavano ogni volta sorpresi, senza comprendere. 
Occhi che notavano solo ciò che era diverso da loro, e mai quello che era in comune.

Mi osservai un'ultima volta allo specchio e presi un'ultima decisione: decisi che non avrei riportato nel disegno la mia vera espressione, quella di qualcuno o di qualcuna che ha perso la speranza.
(in fondo…che differenza avrebbe fatto?)
Tracciai sul volto lievi rughe di gioia e di speranza: speranza che un giorno il mondo avrebbe iniziato a vedermi per come ero o... a non vedermi affatto!

Parole suggerite Claudia Capocotta
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