domenica 25 febbraio 2018

Favola sull'accento (accento e timido)


Saltellando da una vocale all’altra con salti obliqui, proprio come un ballerino di danza moderna, portava con sé il suono, la forza intensa della voce. Nonostante l’amore per i movimenti, era molto timido e cercava spesso di nascondersi agli occhi degli altri e di farsi dimenticare. Non sapeva infatti che, così facendo, poteva creare disastri enormi, trasformando ad esempio l’essere in compagnia; o il passato in presente e viceversa.
Un giorno però accadde una cosa inaspettata: in una breve frase qualcuno disse di avere dei sani principi, ma siccome lui era distratto dai suoi passi di danza, si distese obliquo sulla prima “i” e non sulla seconda, aprendo le speranze delle giovani principesse presenti, in cerca di un lieto fine tipico delle favole…
Un disastro!
Nessuno capì più nulla e le parole si confusero tra loro così tanto da dover interrompere la storia.
Non ci furono conseguenze gravissime, anche perché era ormai giunto il tempo di modificare la morale e le attese di quelle giovani fanciulle, ma nonostante questo, da quel giorno, il piccolo accento smise di ballare e si concentrò sui suoni. Capì per la prima volta, dopo questo errore e la confusione nata, l’importanza della sua presenza e decise di affrontare la sua timidezza e di porsi di qua e di là nei momenti più opportuni, in modo da poter aiutare le persone a comuncare tra loro.
Da quel giorno, e grazie ai prìncipi, e piccoli salti di danza, l'accento iniziò a porsi sulle vocali corrette e a mostrarsi agli occhi di tutti senza più nascondersi...Fu proprio da quel giorno che nessuno lo dimenticò mai più.


martedì 20 febbraio 2018

Vedendo oltre (notte e cucina)



Si alzò e toccò il freddo pavimento con la pianta dei piedi. Iniziò a camminare e si diresse verso la cucina. La casa era al buio e tutti dormivano. 
Arrivò vicino al frigorifero e lo aprì. 
Dopo qualche secondo lo richiuse e fece due giri intorno al tavolo. Lentamente, ma a passo sicuro si diresse verso il salone, si sedette sul divano e dopo qualche secondo si rialzò, andò alla porta di casa e l’aprì! 
Una lieve brezza entrò e pervase l’ingresso con i profumi della notte
Lui restò immobile qualche momento, come se stesse guardando qualcosa, ma non uscì! 
Richiuse la porta alle sue spalle e tornò alla sua stanza, al suo letto. Si distese sotto alle coperte e continuò il suo sonno. 

“È successo di nuovo? L’hai sentito anche tu?”
“Sì, l’ho sentito! Dovevamo svegliarlo!”
“Lo so! Ma… pensavo che sarebbe rientrato da solo, e così ha fatto!”
“È pericoloso! Soprattutto per lui.” 
“Secondo me sta ancora cercando di superare questa perdita…magari si aspetta di incontrare Gatto fuori alla porta…”
“Magari sì, però non possiamo lasciarlo solo. Se succede qualcosa?”
“Siamo qui svegli, non lo lasciamo solo! Cerchiamo di capire come aiutarlo…La prossima volta lo sveglieremo.”

Intanto lui, ignaro delle conversazioni dei genitori, si rialzò dal letto, si sporse dalla finestra, ma ancora non lo vide! 
Gatto non era ancora tornato! 
Lui però era fiducioso e tornò per la seconda volta quella sera, verso la porta d’ingresso e l’aprì…non c’era nessuno, eppure sapeva, con certezza, che presto l’avrebbe rivisto! Non poteva essersene mica andato senza salutare?!

"Nico, torna a letto!" 
La voce di sua madre lo riportò indietro nel tempo, dandogli un forte mal di testa. 
Nico chiusa la porta, pur senza aver incontrato il suo amico, e tornò a letto, ma questa volta ci restò fino al mattino successivo!

Il racconto di oggi nasce dalle 2 parole "cucina e notte" suggerite da Matteo Rindo.

venerdì 16 febbraio 2018

La nascita del primo unicorno (unicorno e occhi)


Un'antica leggenda racconta che un giorno un giovane cavallo bianco si fosse ritrovato, casualmente, in quel luogo in cui molti vorrebbero trovarsi almeno una volta nella vita: all'origine di un arcobaleno!
Proprio mentre trottava tranquillo in una serena giornata di pioggia, un riflesso più forte degli altri aveva attirato la sua attenzione.
Il giovane aveva cambiato rapidamente direzione e aveva cercato di raggiungere quella luce intensa.
Dopo poco si era ritrovato, senza fiato e senza nitriti, di fronte a quel semicerchio colorato e al suo inizio.
Non era riuscito sin da subito a distinguerne nettamente un colore dall’altro ma aveva osservato, incantato, la bellezza delle sue sfumature che si perdevano l’una nell’altra…
Se ne era innamorato all’istante e come tutti gli innamorati, non aveva resistito e aveva deciso di corrergli incontro, di attraversarlo, tra i colori…
In pochi passi lo aveva raggiunto, si era bagnato con la sua luce, l'aveva respirata profondamente e per un momento ne era stato parte anche lui!
Erano diventati uno, in milioni di sfumature.
Avevano vissuto luci, colori e riflessi.
...
Quando il puledro aveva riaperto gli occhi, il suo amato arcobaleno era sparito.
Triste, aveva però osservato la sua criniera e aveva notato con sorpresa come questa avesse cambiato colore: i colori dell’arcobaleno l’avevano avvolta. Inoltre un corno era spuntato tra le sue orecchie: era diventato un unicorno!
Questa leggenda racconta che il primo unicorno fosse nato proprio così: dall’incontro tra l’amore e i colori. Nessuno sa con certezza se questa storia sia davvero accaduta, ma ancora oggi i colori sono intorno a noi per ricordare a tutti l'importanza di perdersi nell'intensità dei sentimenti.
Racconto nato dalle 2parole Unicorno e occhi suggerite da Marta