domenica 4 novembre 2018

vero o no?

Hai cose più vere, e cose meno vere nel mondo: per esempio i passi di mia figlia che si sveglia nel cuore della notte e viene a cercarci per dormire in compagnia: quelli sono veri, sono reali, suoni tangibili. Anche il cambio dei colori dopo aver bevuto un caffè, il risveglio dei sensi che questa sostanza provoca è reale, evidente, o almeno credo. 
La distinzione tra salato e piccante, anche questa è una cosa certa, senza ombra di dubbio o con pochi dubbi: giusto qualcuno. Il caldo e il freddo invece non sono reali, certo sono calcolabili, ma rappresentati da numeri che non danno sempre lo stesso risultato: per vederlo basta osservare i modi in cui ci si veste,  in primavera, in una località balneare. 
Il finale di un libro invece non è mai reale, infatti pochi lo leggono con la stessa immagine nella mente: per alcuni i protagonisti sono biondi, per altri bruni, per altri alti, per altri vecchi e la storia si conclude sempre con un fotogramma differente. Anche l’arte non è reale. In generale chi può dire davvero, per esempio, cosa voglia raccontarvi tra le parole che sto scrivendo? 
Probabilmente nessuno, nemmeno io stessa. 
E io? Io sicuramente sono irreale, anche se non sempre ma solo a volte: quando cucino per esempio sono molto reale, anche se non capita spesso; quando parlo al telefono invece sono completamente irreale: racconto una percezione di fatti interpretati ogni istante in modo diverso. Quando dormo sono reale, ma quando sogno lo sono molto meno. Quando disegno linee rette su un foglio sono reale, ma quando le trasformo in curve, in parole, in racconti…non lo sono più. 

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